Le azioni che il CFO può mettere in campo per risollevare l’azienda dopo la pandemia

Il CFO, ovvero Chief Financial Officer, è il responsabile della gestione e della pianificazione generale delle attività finanziarie di un’azienda.
Durante e a causa della pandemia il ruolo del CFO è diventato davvero difficile da sostenere, le ricadute economiche dovute alla crisi si son fatte sentire sui conti aziendali, le statistiche parlano di aziende che hanno perso fino al 75% delle loro entrate trimestrali.

La McKinsey, una delle principali agenzie di consulenza, dichiara la che liquidità è un “fattore cruciale di sopravvivenza”, e ha pubblicato una guida con i 5 punti da mettere in atto per rafforzare l’azienda con le azioni necessarie per renderla competitiva.

Nell’articolo si legge che spetta proprio al CFO dover gestire questi compiti, ricoprendo quindi un ruolo decisivo e strategico per le sorti dell’impresa.
Secondo McKinsey le azioni da compiere sono:

1  Operazione resilienza finanziaria
Il primo intervento che il CFO deve fare è costruire una vera e propria resilienza finanziaria. La solvibilità è la base per la sopravvivenza e McKinsey parla di creare una “cash war room”, in pratica una cassaforte di denaro subito disponibile.
Per mantenere una buona liquidità, con i ritardi di pagamenti, si possono considerare diverse azioni:

  • sfruttare le linee di credito
  • accedere a servizi come Incasso subito con l’anticipo al 90% di quanto dovuto per le fatture emesse
  • pensare ad eventuali disinvestimenti

2  Sviluppare possibili scenari futuri
Il secondo step è fare una previsione di possibili evoluzioni di mercato, partendo da aree geografiche e settori in ripresa, per affinare e predisporre la migliore strategia finanziaria.
Uno strumento importante a sostegno è la Business Intelligence, con soluzioni come “EasyBI” infatti è possibile utilizzare i dati storici per fare analisi e previsioni future.

3  Sensibilizzare tutti i decisori alla “Cash Culture”
La cultura della liquidità è il messaggio che il CFO deve trasmettere a tutta la sua organizzazione.
Il mantenimento del contante e la gestione oculata è “quello che conta di più adesso” un “must” e un obiettivo comune che tutto il management deve recepire e fare proprio.
Stessa attenzione va posta nel tenere aggiornato il consiglio di amministrazione e gli investitori sulle azioni intraprese, in modo da informare e allo stesso tempo rassicurare i decisori.

4 Organizzarsi per una nuova normalità
Risolto il problema della liquidità, il CFO deve proiettarsi verso il futuro e fare in modo che l’azienda sia in grado di essere ben posizionata nel post-pandemia, in quella che sarà la “nuova normalità”.
Per diventare un player vincente è fondamentale attuare miglioramenti operativi per aumentare la produttività e riconsiderare il portafoglio degli investimenti.

Per ottenere questi risultati serve:

  • sviluppare nuovi prodotti e servizi
  • dare maggiori risorse alle attività più redditizie, con prospettive di crescita
  • ottimizzare la distribuzione e i canali di vendita

Secondo McKinsey, seguendo queste linee guida l’azienda dimostra di essere “resiliente” diventando più performante con costi contenuti, giocando d’anticipo di 12/24 mesi rispetto la ripresa del mercato e la concorrenza.

5 La Pianificazione finanziaria e l’analisi
Il CFO deve dare nuova linfa vitale alla squadra di FP&A – Financial planning and analysis, avendone pieno sostegno operativo in merito a budgeting e forecasting, con dati sempre aggiornati sul business.

COME BATTERE LA CONCORRENZA DOPO LA PANDEMIA?
Sono tre i passaggi cruciali da mettere in campo:

1) Riallocare le risorse pensando alla crescita futura
Dopo la pandemia non è più possibile ragionare in termini di approccio incrementale alla crescita, bisogna avere il coraggio di ristrutturare e trasformare il business, aumentando i ricavi e abbattendo i costi.
Il CFO deve revisionare il portafoglio con unico obiettivo, ottenere il massimo da ogni singola attività.

2) Fusioni e Acquisizioni
Il direttore finanziario deve sostenere il CEO nelle dismissioni e acquisizioni di attività.
Le aziende “resilienti” solitamente, si alleggeriscono di ciò che non è più strategico e fanno acquisti mirati di piccole e medie realtà.

3) Sposare la digitalizzazione
Dopo l’ultima crisi, una scelta consapevole e ponderata della digital transformation permette al CFO di lavorare con più strumenti digitali e di conseguenza interagire con maggior efficacia con i vari dipartimenti.
Grazie a cruscotti, collaborativi, l’accesso a informazioni e dati aggiornati in real-time di tutta l’organizzazione, la gestione diventa più virtuosa e pragmatica, migliorando la produttività.

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