Transizione digitale e green: 2 imprese su 3 sono ancora ferme.

Unioncamere con il centro studio delle Camere di Commercio ha commissionato un’indagine su un campione di 3000 imprese manifatturiere per capire gli investimenti realizzati in ambito green e tech nel 2020.
I risultati hanno evidenziato che la maggior parte delle aziende non ha intrapreso un percorso di trasformazione in ambito digitale e/o green e il 62% di queste ha dichiarato di non volere fare alcun investimento futuro. Il 26% del campione ha scelto di investire solo in una delle due aree.
Soltanto un virtuoso 6% ha voluto il coraggio di impegnarsi contemporaneamente in digitalizzazione e sostenibilità.

Il sud è in ritardo
E’ il mezzogiorno a risultare maggiormente in ritardo con il 66% delle aziende che non ha investito e non è intenzionato ad entrare in un’ottica Green & Digital, rispetto al 61% delle realtà del centro-nord.
Sul lato delle pianificazioni future il dato si capovolge: è l’imprenditoria del mezzogiorno ad essere più propensa a mettersi in gioco (8% del campione) contro il 5% dei colleghi del settentrione.

Imprenditori: generazioni a confronto
Solo il 3% dei titolari under 35 ha portato avanti la duplice transizione contro la media nazionale del 6%.
Le nuove generazioni si dimostrano più attente all’innovazione perché hanno già intrapreso una delle due trasformazioni (il 29% rispetto al 26%) o hanno programmato di attuarla (il 9% vs il 5%).

Essere Green & Digital paga
Si stima che entro il prossimo anno il 61% delle aziende impegnate in entrambi i campi (Green & Digital) potranno tornare più rapidamente ai livelli produttivi pre-covid, contro il 55% delle altre.
Stesso scarto si ha anche per le imprese che non hanno risentito della pandemia: il 13% di chi ha investito in tecnologia e sostenibilità ambientale, rispetto al solo il 9% delle altre.
Viene influenzato positivamente anche il tasso occupazionale, nel 2021 è maggiore nelle aziende “Green & Digital” pari all’11% rispetto al 2% di chi non ha fatto nessun investimento.

Da questa ricerca si evince che la prudenza non paga, il coraggio di intraprendere nuove strade sia per il rinnovamento tecnologico che nell’eco-innovazione, migliorano nettamente le possibilità di rendere l’impresa più efficiente e competitiva.
La ripartenza post-covid passa da una rivoluzione culturale degli imprenditori e da un cambio di marcia che oggi si può essere avvalere dai numerosi strumenti di finanziamento e agevolazione messi a disposizione della pubblica amministrazione, il percorso di “digital transformation” diventa più semplice e meno oneroso.